Ho appena finito di leggere Il Colombo divergente di Carlo Menzinger di Preussenthal (Il sito di Carlo è linkato a sinistra: http://menzinger.splinder.com/ ). Non è un giallo, non è soft boiled (anzi), non è un noir: è solo un avvincente romanzo, divertente e colto. Scusate se è poco! Lo commento qui perché ha un merito che ci riguarda: mi ha fatto maturare l'idea che Bertuccio, il Maestro dell'arte dei fabbri, incontrerà, spada facendo, Colombo a Toledo.
Il Colombo epico
<< Da una settimana il signor R. Childan teneva d'occhio ansiosamente la posta. Ma il prezioso pacchetto inviato dagli Stati delle Montagne Rocciose non era ancora arrivato. Il venerdì mattina, quando aprì il negozio e vide sul pavimento solo lettere pensò: il mio cliente si infurierà. >>
Prima d’iniziare a leggere Il Colombo divergente il mio pensiero, ma soprattutto la mia mano, erano andati a cercare La svastica sul sole. Un libro che viene ritenuto da molti il capolavoro di P.K. Dick. Io non sono d’accordo. Certamente lo stile, l'idea e i personaggi sono notevoli, ma ritengo che il meglio di Dick stia più nei racconti o nei romanzi più brevi.
Esempio (forse il primo) di ucronia, La svastica sul sole descrive una società dove il Terzo Reich controlla ogni azione e nega ogni diritto che "minacci" l'ordine e lo Stato; fa da contraltare l'imperialismo nipponico, in apparenza meno brutale, ma capace di condizionare sottilmente le vite degli americani sconfitti.
Confesso non aver mai amato le ucronie, nemmeno quand’ero ragazzino. Forse perché un amico, tutti giorni, ci premeva per giocarle: “Si diceva che io ero Napoleone e che vincevo a voi Inglesi… ?” Oppure “… che io ero Cesare e non riuscivate a pugnalarmi?”. Dopo due o tre volte nessuno ne voleva più sapere: si metteva in posizione troppo comoda.
Su Il Colombo di Carlo Menzinger mi aspettavo che il colpo di timone divergente ci fosse, se non all’inizio (come in Dick) dopo poche pagine. Invece arriva a circa un terzo del libro: è preceduto da un’acuta sensibile introspezione storica di Colombo e degli altri personaggi che ci rende preparati ad affrontare qualsiasi strambata.
“Perché fare un commento normale?”, mi son detto. Ho deciso di scrivere una recensione ucronica. Se l’autore non avesse dato quel colpo di timone divergente cosa sarebbe avvenuto nel resto del romanzo? Ne sarebbe risultata una delle più avvincenti biografie di Colombo. Sì, perché Menzinger è innanzitutto uno storico, un ricercatore sensibile e acuto: la bibliografia in coda al romanzo ti fa solo capire la mole del lavoro fatto, non certo la qualità: quella l’avevi già assaggiata. Colombo, è vero, non avrebbe mai conosciuto Ahuitzotl e nemmeno noi, ma chissà quali storie d’intrighi ci avrebbe narrato Carlo. Eh sì, come vorrei leggerlo raccontare Colombo alla corte di Spagna, col suo stile appassionante, angosciate e soprattutto epico. Intanto ho maturato una decisione, la colpa è tutta del signore di Preussenthal: farò incontrare Bertuccio, il mio personaggio, col Colombo di Menzinger, coi tratti di carattere prima della fatale divergenza.
Un commento speciale per lo stile narrativo: epico e incalzante, ricco e immediato. Una volta che ti metti a leggere è come salpare: la corrente, le onde e il vento, una brezza vivace, densa di storia e incalzante, ti avvolgono. E’ bello lasciarsi trasportare fino alle Americhe.
Un libro che lascia il segno, che ti prende dentro, che ti aggancia sulle emozioni, che ti trascina con le parole e le immagini, che si legge d’un fiato, anzi in apnea. Tutto da leggere e gustare, anche se le ucronie vi lasciano perplessi. Come avete visto non ho espresso nessun commento sulla struttura ucronica. Sarebbe lo stesso se avessi dovuto commentare la “cecina”: io sono amante della pizza, lascerei la cecina ai suoi estimatori. Ma mi è capitato, ultimamente alle Cinque Terre, di assaggiare una cecina particolarmente buona. Sono subito caduto nell’ucronia, “Se questo fornaio facesse pizze, chissà che delizia!”, ma l'ho anche voracemente divorata, leccandomi, con fare rinascimentale, le dita.







