lunedì, 16 marzo 2009

Ho appena finito di leggere Il Colombo divergente di Carlo Menzinger di Preussenthal (Il sito di Carlo è linkato a sinistra: http://menzinger.splinder.com/ ). Non è un giallo, non è soft boiled (anzi), non è un noir: è solo un avvincente romanzo, divertente e colto. Scusate se è poco! Lo commento qui perché ha un merito che ci riguarda: mi ha fatto maturare l'idea che Bertuccio, il Maestro dell'arte dei  fabbri, incontrerà, spada facendo, Colombo a Toledo.

 

Il Colombo epico

<< Da una settimana il signor R. Childan teneva d'occhio ansiosamente la posta. Ma il prezioso pacchetto inviato dagli Stati delle Montagne Rocciose non era ancora arrivato. Il venerdì mattina, quando aprì il negozio e vide sul pavimento solo lettere pensò: il mio cliente si infurierà. >>

Prima d’iniziare a leggere Il Colombo divergente il mio pensiero, ma soprattutto la mia mano, erano andati a cercare La svastica sul sole. Un  libro che viene ritenuto da molti  il capolavoro di P.K. Dick. Io non sono d’accordo. Certamente lo stile, l'idea e i personaggi sono notevoli, ma ritengo che il meglio di Dick stia più nei racconti o nei romanzi più brevi.

Esempio (forse il primo) di ucronia, La svastica sul sole descrive una società dove il Terzo Reich controlla ogni azione e nega ogni diritto che "minacci" l'ordine e lo Stato; fa da contraltare l'imperialismo nipponico, in apparenza meno brutale, ma capace di condizionare sottilmente le vite degli americani sconfitti.

Confesso non aver mai amato le ucronie, nemmeno quand’ero ragazzino. Forse perché un amico, tutti giorni, ci premeva per giocarle: “Si diceva che io ero Napoleone e che vincevo a voi Inglesi… ?” Oppure “… che io ero Cesare e non riuscivate a pugnalarmi?”. Dopo due o tre volte nessuno ne voleva più sapere: si metteva in posizione troppo comoda.

Su Il Colombo di Carlo Menzinger mi aspettavo che il colpo di timone divergente ci fosse, se non all’inizio (come in Dick) dopo poche pagine. Invece arriva a circa un terzo del libro: è preceduto da un’acuta sensibile introspezione storica di Colombo e degli altri personaggi che ci rende preparati ad affrontare qualsiasi strambata.

“Perché fare un commento normale?, mi son detto. Ho deciso di scrivere una recensione ucronica. Se l’autore non avesse dato quel colpo di timone divergente cosa sarebbe avvenuto nel resto del romanzo? Ne sarebbe risultata una delle più avvincenti biografie di Colombo. Sì, perché Menzinger è innanzitutto uno storico, un ricercatore sensibile e acuto: la bibliografia in coda al romanzo ti fa solo capire la mole del lavoro fatto, non certo la qualità: quella l’avevi già assaggiata. Colombo, è vero, non avrebbe mai conosciuto Ahuitzotl e nemmeno noi, ma chissà quali storie d’intrighi ci avrebbe narrato Carlo. Eh sì, come vorrei leggerlo raccontare Colombo alla corte di Spagna, col suo stile appassionante, angosciate e soprattutto epico. Intanto ho maturato una decisione, la colpa è tutta del signore di Preussenthal: farò incontrare Bertuccio, il mio personaggio, col Colombo di Menzinger, coi tratti di carattere prima della fatale divergenza.  

Un commento speciale per lo stile narrativo: epico e incalzante, ricco e immediato. Una volta che ti metti a leggere è come salpare: la corrente, le onde e il vento, una brezza vivace, densa di storia e incalzante, ti avvolgono. E’ bello lasciarsi trasportare fino alle  Americhe.

Un libro che lascia il segno, che ti prende dentro, che ti aggancia sulle emozioni, che ti trascina con le parole e le immagini, che si legge d’un fiato, anzi in apnea. Tutto da leggere e gustare, anche se le ucronie vi lasciano perplessi. Come avete visto non ho espresso nessun commento sulla struttura ucronica. Sarebbe lo stesso se avessi dovuto commentare la “cecina”: io sono amante della pizza, lascerei la cecina ai suoi estimatori. Ma mi è capitato, ultimamente alle Cinque Terre, di assaggiare una cecina particolarmente buona. Sono subito caduto nell’ucronia, “Se questo fornaio facesse pizze, chissà che delizia!”, ma l'ho anche voracemente divorata, leccandomi, con fare rinascimentale, le dita.

postato da: oscarmontani alle ore 11:11 | Permalink | commenti (4)
Commenti
#1    16 Marzo 2009 - 12:04
 
Se ho capito bene, l'ucronia (che cavolo di nome!), l'è come dire "se Benito avesse vinto la guerra?"
Un' ci sarebbe stato Berlusconi! Mica male!... o no? Mi sa che lo leggo. Vecchio satiro
utente anonimo

#2    16 Marzo 2009 - 22:16
 
Eh sì, leggendo "Mala tempora" mi sono davvero meravigliato che, in una storia ambientata due anni dopo la scoperta dell'America, il fabbro investigatore Bertuccio che incontra Michelangelo, Leonardo, i Della Robbia, Ficino e tanti altri, non abbia incontrato proprio Colombo.
Sarà che di quei tempi nella mia ucronia era rimasto già prigioniero degli aztechi e non aveva fatto ritorno! ;)
Nessuno ne parla di quest'America in Mala tempora! Mi sà che l'hai pensato un po' ucronico, sto Bertuccio.
Anche la storia del pandoro, mi suona un po' ucronica: siamo sicuri sia nato così?
Vedrai che alla fine finirai per mangiar cecina e lasciar la pizza!

Grazie delle belle parole per il mio romanzo.
Quanto a quello di Dick, non è il primo ma certo uno dei più importanti trai primi scritti allostorici.
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#3    17 Marzo 2009 - 07:46
 
Ancora nel contado di Fiorenza, della scoperta di colombo si sapeva poco o niente (troppo recente). Solo alla fine del '94 Bertuccio aveva sentito qualcosa da mercanti in transito. Sicuramnte in Castiglia ne verrà a sapere di più.
"Il pandoro divergente" sarebbe un titolo meraviglioso e anche inquietante il giusto!
Grazie Carlo!
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#4    26 Marzo 2009 - 22:02
 
Il pandoro divergente! ;) Già, già!
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